Salviamo il Natale di Melegatti

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La mobilitazione dal basso corre sulla rete

Furgoncino Melegatti Alfa Romeo

Con l’hashtag #NoiSiamoMelegatti nei giorni scorsi i dipendenti dell’azienda hanno fatto partire una campagna di salvataggio della storica azienda Veronese, facendo conoscere la situazione ai consumatori che stanno rispondendo in massa così come fu per altre aziende in difficoltà: il Pastificio Rummo (2015) e il Torronificio Scaldaferro (2015). La campagna si sta diffondendo a macchia d’olio su tutti i social rimbalzando di bacheca in bacheca, da Twitter a Facebook passando per Whatsapp.


Il messaggio appello è stato questo: “ Da oggi tornano al lavoro le operaie e gli operai di Melegatti, senza stipendio da mesi. Ritornano a produrre per Natale grazie a un fondo che ha pagato le materie prime e le bollette. Compriamo uno o più pandori Melegatti affinché anche queste operaie e questi operai possano avere un Sereno Natale. Se le vendite di Natale vanno bene, avranno la possibilità di continuare la produzione e avere gli stipendi regolarmente. Diffondi il messaggio su Melegatti a tutti i tuoi contatti.


Arrivare a produrre un milione e mezzo di pandori e panettoni entro i primi 10 giorni di dicembre è il primo obiettivo da raggiungere; questo consentirà alla Melegatti di sopravvivere ed iniziare a progettare il futuro. Decisivo l’intervento del fondo maltese Abalon che ha investito 6 milioni di euro per far ripartire la produzione nell’azienda che nel 1894 brevettò il pandoro.
Ancora una volta viene dimostrato l’efficacia dei social media che rimangono la primo posto come mezzo di diffusione di massa.

 

 

 

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