COME CREARE UN LOGO 2

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Costruzione di un logo Graphic-Design

In questo post scoprirai come sia possibile creare un logo efficace ed accattivante ma, soprattutto, avrai modo di comprendere come sviluppare un logo che “funzioni”.

Iniziamo subito dalla parte “pratica”.
Durante la creazione del logo, si delineano in genere delle fasi che per comodità raggrupperò in 5 diversi steps.

1. RACCONTA LA TUA AZIENDA

La prima importantissima fase da affrontare quando si inizia a creare un logo è capire bene quali siano le necessità della propria attività. Prepara un breve documento descrivendo le attività principali, il settore commerciale di riferimento e gli obiettivi (la vision). Questa è una fase STRATEGICA che occupa un ruolo fondamentale nel processo creativo.

È bene evitare di iniziare a disegnare sciorinando idee prive di un filo logico, come farebbero, giustamente, dei neofiti; i professionisti, infatti, sanno bene che la parte di analisi – il costrutto razionale dietro le prime bozze – emerge solo da un attento studio.

2. BOZZETTI E FONT

La scelta del font che si desidera utilizzare per il testo è una fase altrettanto importante: per poter scegliere il più adatto è utile, ovviamente, avere conoscenze di base su font e tipografia, magari sapendo cosa sia un font…(lo sai, vero?), e poi conoscere a fondo tutti gli elementi che lo caratterizzano.
Un suggerimento:
Non limitarti a consultare fonts pre-installati sul tuo computer e spingiti a cercare qualcosa di più esclusivo e originale; puoi utilizzare anche piattaforme di font gratuiti (es. datfont) ,ma se vuoi veramente distinguerti, cerca qualcosa sulle piattaforme a pagamento (es. myfonts), molto più ricche ed interessanti.
Realizza qualche bozzetto iniziale e vedi i primi risultati del tuo lavoro senza tuttavia concentrarti troppo sui particolari.

3. DEFINIZIONE DEL PITTOGRAMMA

In questa fase di progetto, si inizierà a definire – qualora previsto – il pittogramma, che sarà l’elemento distintivo del marchio.
Sul tuo programma di grafica vettoriale (es. illustrator), apri un nuovo documento scegliendo le dimensioni dell’area di lavoro che più ti aggradano. Personalmente scelgo sempre di impostare **base 30 e altezza 21**, come un foglio A4, ed utilizzo soltanto la parte che ritengo necessaria.
A questo punto il blocco dell’artista è quasi certo: a meno che tu non sia un professionista navigato, infatti, incorrerai in quest’ostacolo che, ahinoi, è la causa dello spegnimento di migliaia di progetti. Non abbatterti! È più fruttuoso lasciare lo schermo o il foglio e distrarsi per un po’ facendo altro.

***IMPORTANTI*** gli zuccheri per la mente, perché il nostro cervello ha bisogno di energia per poter lavorare bene, perciò tenete sempre qualche caramella a portata di mano.

Schermata esempio adobe illustrator

Ora: se sei arrivato in fondo, avrai davanti agli occhi il tuo pittogramma ed il tuo logo, che saranno il risultato di un gran lavoro. Beh, mi spiace romperti le uova nel paniere ma adesso dovrai verificare che la tua idea non sia già stata utilizzata da qualche altra azienda.
Lascia che ti spieghi meglio questo concetto con una semplice domanda: hai realizzato qualcosa di veramente originale? Hai scaricato elementi vettoriali o loghi lievemente modificati? Ne sei certo?
È bene che risponda sinceramente a questi quesiti, perché il copyright è una cosa molto importante e chi scopiazza qua e là spesso rischia di incappare in molti guai.
Per non imbattermi in idee o cose già viste, faccio una ricerca veloce su www.brandsoftheworld.com e poi su google immagini.

4. SCELTA DEI COLORI

Una volta definiti logo e pittogramma, passiamo ad una delle mie fasi preferite: la scelta del colore.
Ogni colore ha un suo specifico range emozionale ed un preciso significato, così come ci spiegano molti testi che parlano di “psicologia del colore”, argomento che tratterò nei prossimi post.
Questa scelta va effettuata con un certo criterio, quindi non limitarti a scegliere un colore soltanto perché ti piace, ma scegli quello che meglio risponde ai criteri aziendali o della tua attività.

5. IL TEST

E’ arrivato il momento di far conoscere il tuo lavoro al mondo intero, ma prima di spingerti così lontano, perché non effettuare un primo test con un campione di amici e parenti? Ascolta le loro opinioni e, se necessario, apporta le modifiche suggerite.

Queste sono le linee guida per aiutarti a creare un logo. Beh, a questo punto non mi resta che augurarti buon lavoro!

Categories: Comunicazione, Grafica

COME CREARE UN LOGO

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Sei al punto di dover elaborare un segno distintivo che caratterizzerà la tua attività, o la tua azienda; un segno rappresentato da un elemento grafico che ti permetterà di essere immediatamente riconoscibile e distinguibile da tutti i tuoi competitors.


Prima di procedere con la spiegazione, è bene fissare alcuni punti cardine.

TERMINI TECNICI

Il pittogramma è un disegno o simbolo stilizzato in uno o più colori, caratterizzato da semplicità, riconoscibilità, immediatezza.

logo algida

Quando si parla di Logo ci si riferisce  all’abbreviazione del termine “logotipo” (dal greco logos, che significa parola). Il logotipo è la parte leggibile e pronunciabile di un marchio, ad esempio il segno alfabetico con cui si scrive il nome della marca. Possiamo definirlo come la firma visiva di un brand.

Il marchio invece è l’insieme degli elementi visuali e testuali ovvero pittogramma + scritta o logo. Questi elementi insieme ne identificano il codice comunicativo della marca.

Esempio:

Nel caso di Algida, il simbolo del cuore è il cosiddetto pittogramma, mentre la parola “ALGIDA” con il suo specifico font (lettering) è il logo. Pittogramma e font associati costituiscono il marchio della Algida e, uniti all’insieme di valori che l’azienda trasmette, costituiscono la marca, o brand.

Quando si parla di progettazione grafica di loghi e pittogrammi, non si conoscono certo in anticipo i fondamenti della progettazione o quali siano le regole e i segreti per un’elaborazione grafica vincente, ma in questo post imparerete a farlo.

Come?

 

Seguendo le 3 REGOLE D’ORO

1. SEMPLICITA’

Puntare su linee pulite e facilmente leggibili è certamente un buon modo per iniziare il tuo percorso; evita, se possibile, di aggiungere un numero eccessivo di forme, colori e fonts che mal si sposano con gli attuali standard.

Come diceva Ludwig Mies Van de Rohe “Less is more”, quindi mirate sempre alla semplicità, ovviamente senza scadere in banalità e idee scontate!

2. VERSATILITA’

Un logo o un pittogramma devono essere versatili, leggibili ed adattabili a qualsiasi superficie (dalla stampa su penna, al sito web sino al cartellone stradale 3×6) e questo perché un logo, quando funziona, deve essere visibile e riconoscibile su qualsiasi supporto e in ciascun formato.

Una volta creata la prima bozza è necessario domandarsi:

> Sarà ugualmente efficace in bianco e nero?

> Sarà leggibile sopra un francobollo?

> Avrà lo stesso impatto su di un cartellone pubblicitario?

3. COERENZA

Un logo deve essere coerente con i valori aziendali, cioè con quello che l’azienda intende trasmettere all’esterno, con ciò che produce o vende, nonché esser mirato alla tipologia di pubblico alla quale essa si rivolge.

Ad esempio: un’azienda che vende abbigliamento per bambini sa che deve rivolgersi ad un pubblico prettamente femminile – mamme e nonne – compreso in una fascia d’età che va dai 30 ai 65 anni (consideriamo che l’età media delle partorienti e dunque delle nonne si è alzata di molto rispetto a vent’anni fa).

 

UTILIZZA GLI STRUMENTI GIUSTI PER LA PROGETTAZIONE E LA REALIZZAZIONE

Alcuni asseriscono che nella prima fase di progettazione si debbano imprescindibilmente utilizzare carta e penna: personalmente non sono d’accordo. Ciascuno di noi deve sentirsi libero di iniziare il proprio lavoro con gli strumenti che meglio rispondono alle proprie esigenze, che rendono la vita facile: ricordiamoci solo di lasciare spazio alla massima espressione della nostra creatività.

Un assioma è invece l’utilizzo del giusto software nella realizzazione grafica. Preferite un software di GRAFICA VETTORIALE – come Adobe Illustrator – e non un software di grafica RASTER (Photoshop).

Nei prossimi post vi spiegherò meglio le differenze fra i due e comprenderete meglio questa piccola “regola”.

VARIANTI

Durante la fase di progettazione capita sempre più spesso che un pittogramma – o logo – venga ideato e progettato per essere utlizzato solo su schermo, ad esempio per siti internet o per le applicazioni degli smartphone.

Ebbene, la diversa destinazione d’uso può far sì che cambino le modalità d’approccio al progetto e dunque, anche le regole per sviluppare un logo.

 

Nel prossimo post vedremo come creare praticamente un logo o un pittogramma.

Categories: Grafica

Martini & Rossi – STORIA DELLA PUBBLICITA’ ITALIANA

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Martini & Rossi - pubblicità di Armando Testa

La storia della comunicazione Martini & Rossi è un capitolo importante della più ampia storia della pubblicità italiana. Il suo modo di comunicare, un vero e proprio stile, segue un percorso continuo e coerente, a partire dalla cartellonistica d’autore del primo Novecento.

Martini & Rossi - La pubblicità

Parlare di storia Martini significa parlare di molte storie. Di storia del vino, di storia dell’Italia e di storia della pubblicità.

 

L’attenzione verso i molteplici linguaggi della comunicazione contraddistingue la Martini & Rossi si dai suoi esordi. La società utilizza volta per volta gli strumenti più consoni per parlare con il mondo e, insieme, per costruire un’immagine internazionale.

Il primo passo fu la cartellonistica d’autore, in cui si coglie un percorso continuo e coerente dalla fine del XIX secolo sino agli anni Sessanta del Novecento. Le opere commissionate dall’azienda alle più grandi firme dell’illustrazioni pubblicitaria dell’epoca, segnano l’affermazione del marchio sui mercati del mondo.

Marcello Dudovich, tra i maggiori illustratori italiani del Novecento, firma nel 1918 per la Martini & Rossi uno dei suoi lavori più conosciuti, “la Dama Bianca”. Tra i grandi illustratori della cartellonistica Martini si annoverano anche Giorgio Muggiani, che nel primo dopoguerra, nel 1921, realizza per la Martini&Rossi un manifesto litografico in parte ispirato al futurismo: in una scia luminosa, un’atleta serra tra le mani una bottiglia di Martini e pare quasi lanciato verso lo spazio.
E’ Armando Testa il nome più noto legato alla comunicazione pubblicitaria di Martini & Rossi. E’ usa l’illustrazione del “Gran spumante riserva Montelera”, un’immagine in cui protagonista è una bottiglia “vestita” con cappa di seta e papillon. Testa fu anche autore di numeri bozzetti, tra i quali il gallo realizzato con un collage di etichette a simboleggiare gli ingredienti del cocktail.

La potenzialità della pubblicità televisiva fu colta subito dall’azienda: nel famoso carosello che debuttò il 3 febbraio 1957, tra i primi quattro filmati c’era anche quello della China Martini, interpretato dagli attori Ernesto Calindri e Franco Volpi. Anche negli anni 80 Martini firma spot di successo: la pattinatrice che percorre le vie di Beverly Hills con un Martini sul vassoio si fisserà nella memoria del pubblico. Tra gli anni 90 e gli inizi del 2000 la vera storia televisiva dell’azienda è segnata dalle più grandi star americane: da Charlize Theron a Sharon Stone, da Gwyneth Paltrow a George Clooney.

COME SCEGLIERE IL NOME PER IL TUO BLOG

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Il nome del tuo blog è la tua identità, il tuo brand, la sintesi dei tuoi valori e delle tue idee.

Sei pronto ad aprire un blog, a parlare di quel che più ti appassiona magari rendendo tutto ciò una fonte di reddito (sì, i grandi blogger guadagnano parecchio)?


Ebbene, proprio quando sei pronto a fiondarti nel tuo progetto, ti accorgi che è necessario dare un titolo alle tue e idee e, soprattutto, un nome al blog. Ma come?

BRAND NAMING

Iniziamo con il Naming, ovvero l’attività con la quale si assegna un nome ad un prodotto, un brand o – in generale – ad un sito o blog; un processo cruciale, complesso e carico di risvolti che non possono davvero essere sottovalutati.
La scelta del nome è sicuramente un passo fondamentale poiché sarà il nome che identificherà la tua attività sul web, che stimolerà gli utenti aiutandoli a ricordarsi di te – alcuni potrebbero diventare potenziali clienti – e che li porterà a cliccare sul tuo blog anziché su altri.


Per tali ragioni è bene prestare la massima attenzione all’attività di Naming, quale primo basilare step da compiere.
Con questo post voglio aiutarti a trovare il nome perfetto per la tua attività di blogging, fornendoti tutti gli strumenti per lavorare con metodo e in maniera efficace.


È importante che tu sappia che il Naming è uno dei lavori più creativi e al contempo impegnativi che esistano: un nome, infatti, deve rispondere a diverse caratteristiche per potersi dire efficace. Quali?
Beh, ad esempio deve essere:

Originale: il nome del tuo blog dovrà essere unico, diverso e invidiabile.

Memorizzabile e orecchiabile; presta sempre attenzione al suono, pertanto evita nomi difficili da pronunciare, prediligendo quelli semplici e più gradevoli.

Corto, o almeno non troppo lungo.

Gradevole, cioè che esprima positività, divertimento e simpatia.

Duraturo, in altre parole che resista nel corso del tempo; deve, infatti, esser qualcosa che l’azienda non potrà né dovrà cambiare.

A fuoco: breve, incisivo, chiaro. Il naming deve avere uno scopo ben preciso.

Serio: come diceva D. Olgivy “le persone non comprano nulla dal clown”. È pur vero che – riprendendo il punto n.3 – se l’azienda vuole assumere un’identità giocosa, briosa e amichevole, può indubbiamente optare per un nome creativo.

FACCIAMO UN PO’ DI RICERCA

Una volta fissati questi punti, non ci resta che iniziare con un’attenta attività di ricerca: non è possibile, infatti, essere creativi senza conoscere a fondo il prodotto che vogliamo “vendere”.
Vai su un motore di ricerca (Google ad esempio) e comincia a studiare la concorrenza (in parole povere, fatti un po’ gli affari degli altri); appunta i nomi che hanno utilizzato, vedi cosa ti piace e cosa no; valuta quale fra le scelte fatte ritieni più coerente, audace, originale e poi inizia a concretizzare le tue idee.
Attraverso il sito whoi.net, verifica che il nome che hai scelto sia “libero”, quindi non innamorarti di alcun nome che non sia effettivamente disponibile.

IN UN VORTICE DI PAROLE
Cadere in un “vortice di parole” è un modo semplice ma efficace per accendere la lampadina delle idee.
Armati di carta e penna e scrivi al centro del foglio la parola dalla quale vuoi partire, cioè l’argomento del blog (es. viaggi); successivamente, inizia a scrivere senza sosta tutti quei termini che ti vengono in mente e che ritieni siano pertinenti all’argomento.
Questa tecnica ha un nome ben preciso: Brainstorming, una pratica utilizzata per incoraggiare il pensiero creativo e la produzione di idee su una questione specifica o un particolare problema.
Il Brainstorming funziona focalizzando un problema e poi lasciando emergere, deliberatamente senza un ordine prestabilito, tutte le parole che ti vengono in mente. Mi raccomando: segna anche quelle che sembrano non avere nulla a che fare con l’argomento fin quando non saranno esaurite.


Ora gioca con i termini così come ho fatto io.

come scegliere il nome per il tuo blog - brand naming

CASE HISTORY

Recentemente ho utilizzato questa tecnica per il blog “TravelINNmom”, della mommy blogger, appassionata di viaggi e moda, Cristina Papadia.

Ebbene, dopo un’attenta attività di ricerca e verifica sono partita dalle parole VIAGGIO e MODA (i due argomenti centrali) e ho scritto tutta una serie di termini correlati. Una parola tira l’altra, tanto da farmi tornare alla mente una frase spesso citata dalla modella Heidi Klum nel programma “project runway”, del quale è conduttrice:”un giorno nella moda sei INN e un altro sei OUT”.


A questo punto ho iniziato ad unire i puntini: viaggio, inn…e il gioco di parole è alla fine emerso da sé: Mamma INNviaggio.
Visto e considerato che il mercato di riferimento era quello americano – la blogger vive a Miami – è stato trasformato in TravelINNMom!

GIOCA CON LE LETTERE
Se l’idea giusta non dovesse affacciarsi all’istante, prova a giocare con le lettere: riprendi il tuo foglio pieno di idee e scegline una che ti piaccia iniziando a scomporla; procedi poi invertendo qualche lettera o coppie di lettere, sillabe, oppure aggiungendo consonanti e vocali. Alla fine stila una lista di parole e guarda il risultato ottenuto.

GLI ACRONIMI
Sono sempre un’alternativa da tenere presente, seppure da evitare quando possibile, a meno che l’acronimo non abbia un suono gradevole (IKEA ad esempio).

NOMI GENERICI VS NOMI CREATIVI
I nomi generici sono da evitare.
Ricorda: un naming generico non è mai efficace.
Ad esempio: American Air Lines è un nome generico, Alitalia (Ali+Italia) è un nome creativo.

CERCA L’ISPIRAZIONE
Lasciati ispirare da tutto ciò che ti circonda, poiché tutto può offrire un ottimo spunto per tirare fuori delle buone idee.
Prova a fare un giro su Google images, Pinterest o Instagram: troverai molte immagini che potrebbero sollecitare l’emisfero creativo del tuo cervello!

TESTA LA TUA IDEA
Prima di prendere una decisione definitiva, consultati con altre persone: potrebbero darti dei suggerimenti utili!
Amici e familiari sono, infatti, il primo campione a cui sottoporre la tua idea, persone imparziali che ti daranno un’opinione scevra da condizionamenti e sincera. E perché no?! Anche i tuoi colleghi possono offrire validi spunti sui quali riflettere!

In conclusione, abbiamo visto che la tua creatività gioca un ruolo importante, però fa’ attenzione a non scegliere un nome d’istinto, senza riflettere prima sulla missione del tuo brand o sui tuoi obiettivi.


Pensa ad un nome breve, chiaro ed incisivo, concentrandoti su nomi semplici ma non banali. Trova un nome che trasmetta fiducia e professionalità, cercando di essere sorprendente ma coerente con ciò di cui ti occuperai.


Prediligi nomi immediati che siano facili da ricordare, assicurandoti che il nome che hai scelto per il tuo sito o blog rappresenti a pieno la tua attività sul web. Opta per nomi duraturi che possano resistere al tempo…e ora inizia a scrivere!

Categories: Comunicazione, Grafica
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